L’uovo della conoscenza

 

TITOLO DELL’OPERA : L’uovo della conoscenza

Modellato in argilla per la traduzione in marmo statuario di Carrara scala 1:3

GENERE: Figurativo Astratto

AUTORE: Antonio Languzzi

 

L’arte moderna si caratterizza, fra gli altri complicati aspetti, per affidare all’osservatore una parte cospicua del significato di un opera. Le risonanze, l’intuito e le mappe concettuali di chi osserva svolgono una funzione preponderante rispetto al messaggio, sia pure a vasto raggio, che l’autore affida al manufatto. Tuttavia, lungo il cammino interpretativo, a volte è bene mettere qualche segnale stradale per evitare interpretazioni troppo lontane dal significato originale.

Questo discorso tanto più vale nel campo dell’astratto.

Il modellato in argilla si divide in due parti. La prima sezione quella con la figura femminile è di facile lettura. La giovane inginocchiata rappresenta la Natura che con un’espressione da Furia nelle pupille lavora alle sue creazioni in maniera monca e incompleta, ma che pure deposita l’uovo delle conoscenza sulla navicella spaziale costruita dall’uomo. E’ alla nostra specie che viene affidato il compito di accumulare ed espandere, forse all’intero universo, la conoscenza delle leggi naturali.

La seconda sezione, all’apparenza più semplice, parte con un nome Crisippo di Soli (suo luogo di nascita in Grecia nel 280 a.c.) e si conclude con un libro riportante la quarta equazione di James Clark Maxwell(1831) sulle onde elettromagnetiche. Tra il polo classico-antico e quello moderno il corpo di una colonna corinzia sparso al suolo nelle diverse sezioni, simboleggia il cammino della conoscenza a volte accidentato, spesso interrotto e mai lineare.

Circa una decina di anni fa Piergiorgio Odifreddi logico matematico scopriva, su uno dei pochi frammenti pervenuti fino a noi, che Crisippo di Soli della Stoà di Atene, aveva già studiato le proprietà della Logica nei termini in cui le conosciamo noi oggi. Crisippo era partito dallo studio dei connettivi logici del linguaggio umano:”O” disgiunzione, ”E” congiunzione, “NON” negazione (oggi li conosciamo come OR AND NOT questi sono i principali, gli altri sono dei derivati) per arrivare alla redazione delle tavole di verità cosi come le vediamo nell’algebra di Boole (1815). Com’è noto il sistema binario e l’algebra di Boole sono alla base del funzionamento dei moderni calcolatori.

Tutto ciò porta a pensare che forse i Greci, nell’essenziale, avevano già detto tutto. Le istituzioni scolastiche forse farebbero bene a rivolgere il loro tempo e la loro energia allo studio delle cose che permangono e sono durature nel tempo, piuttosto che rincorrere applicazioni e software il cui apprendimento lento e faticoso non giustifica la breve stagione della loro esistenza.

Con la speranza di aver offerto qualche sublimazione estetica e qualche stimolo alla riflessione Voi tutti Saluto.

Antonio Languzzi