La fontana dell’angelo Blu

 

ITIS AMEDEO AVOGADRO      Anno scolastico 2020/21

Preside:  Prof.Tommaso De Luca

 

 

Titolo dell’opera: La fontana dell’angelo Blu

Genere: Figurativo astratto

Autore: Antonio Languzzi

 

La fonte della sera

Il canto di un uccello notturno

si specchia nelle acque della fonte.

Piove dai lampioni una rosata trasparenza

che scende soave dai gradini della sera.

Il tramonto si é spento nell'acqua della fonte.

 

Che cantano le acque gentili e cristalline?

Di musiche di zingare indovine?

Si dipana il mistero nell' àcqueo mormorìo della sera.

 

Oh fonte preziosa! Sorella degli spiriti viandanti

sei tu che conduci

al di lá delle illusioni appaganti?

 

Corrono le acque sonore

Nel mistero della fonte…..

……..lasceranno il fascio dei sogni

ai piedi del prossimo sole.

                                [Reiner Marie Rilke]

 

Chi non ha captato lo zampillare, lo scroscio e il correre dell’acqua delle fontane come note musicali nel silenzio della sera?

Note che si fondono con i versi di tante poesie dedicate alle fontane come quelli di Marie Rilke sopra riportata.

In realtà il suono del correre e frangersi dell’acqua viene definito dalla scienza “rumore bianco”, un suono che comprende tutte le frequenze udibili dall’orecchio umano. Qualcosa di simile al cadere della pioggia e alla risacca del mare. Il suo ascolto produce un senso di rilassatezza e pace che ha un effetto ipnotico e predispone al sonno. Ben lo sapevano gli antichi romani: molti imperatori avevano residenze che includevano grandi fontane dove essi andavano a smaltire le tossine accumulate dall’esercizio del potere. Un esempio per tutte la Villa di Adriano a Tivoli, qui lo raggiungevano architetti, letterati, filosofi con cui si dedicava all’Otium, l’attività ri-creativa per ritemprare lo spirito affannato.

Dell’infinita simbologia da sempre associata alle fonti d’acqua (simbolo della vita, della purezza, del cuore umano etc.) ci piace riportare quello che fu il primo principio della filosofia greca. Talete pensava che fosse l’acqua. Forse perché l’acqua scende dal cielo e il suo correre e scrosciare la fanno sembrare viva e divina a indurre Talete, il primo filosofo greco, ad eleggerla a principio unico, causa di tutte le cose che sono.

Con il concetto di principio (archè) come ciò che permane al di là dei cambiamenti e del divenire delle cose, venne decretata la separazione dal mitos e iniziò la grande avventura della Cultura Occidentale.

Filosofare, come attività di ricomposizione unitaria del sapere dell’uomo, è precisamente ciò che manca all’età moderna dominata dalla tecnica e dalle specializzazioni. Quest’ultime, caratterizzate da molte nozioni orizzontali, racchiudono le persone in mondi separati. Tuttavia filosofare è ciò che inerisce alla natura umana come bisogno primario insopprimibile, verticalizza lo Spirito e consente di guardare dall’alto alla condizione umana e ai suoi drammi.

Per concludere: “la verità è che il primo filosofo è stato il primo uomo e l’ultimo filosofo sarà certamente l’ultimo uomo” [Giovanni Reale; introduzione alla Storia della Filosofia.]

P.S. Con la Fontana dell’Angelo Blu abbiamo voluto lanciare un sasso di colore e di allegria nelle acque tristi e limacciose dell’epoca Covid fidando sul braccio potente dell’Arte: La Bellezza salverà il mondo! (Il principe Miskin, F.D.)

Ottobre 2020